Fabrizio Paterlini
Viaggi in aeromobile
Le recensioni vivono di soggettività. La musica di Fabrizio vola sulle ali dei fratelli Wright e di Lindbergh.
Fabrizio ha un retroterra musicale sostanzioso: cinque anni di pianoforte classico, solfeggio, e diversi altri di musica “pop” nel senso più lato dell’accezione.
Fin dai tempi del liceo insegue le note sul pianoforte e sulle tastiere elettroniche. La musica lo entusiasma, lo coinvolge, è vita vissuta. Emozione insopprimibile.
Se lo conosci, lo avverti. Ti travolge, con semplice autorevolezza. Una sera d’estate mi propone un primo ascolto, in auto. Racconta dei suoi nuovi brani. La curiosità cresce. Si impegna, scrive e compone nottetempo, tra bilanci di società e revisioni contabili. Il suo lavoro ufficiale.
C’è una forza travolgente a guidare le sue mani sulla tastiera: un amore, certo. E basta leggere le note di copertina. C’è però molto altro. La capacità della sua musica di condurti lontano, girando le spalle; senza rabbia. E’ come in un film. La scansione dei singoli brani ha la potenza dell’evocazione, un flashback infinito. Certe note stimolano i ricordi più dolci e melanconici. Nessun strumento è più adeguato di quello scelto.
Talvolta la grandezza della musica è semplice. Ogni nota scivola lentamente e ti racconta di lui, della sua vita. Rapisce i sensi, è bellezza della memoria, del tempo. E a quella vita accosti la tua.
Pomeriggi lontani, mattine di nebbia, notti gelide e volti che premono gli angoli nascosti del cuore.
I suoni mirano all’essenziale, al messaggio estremo più che all’alchimia delle forme.
Ogni ascoltatore troverà, ne sono certo, un’ ispirazione, un momento di cui essere gelosi.
Per me è stata la sera e la sua prima stella.
Jacopo Truzzi (16 Feb 2008)
Felice è il volo d’esordio di Fabrizio Paterlini
Il primo decollo è sempre un momento delicato: quanta gravità c’è da vincere, ansia, voglia di affrontarlo ad occhi chiusi con il cuore che tambura nelle tempie. Ma la forza delle idee lucide supera qualsiasi freno ed è così che Fabrizio Paterlini è stato capace di lanciarsi nella sua prima impresa discografica. E’ di novembre scorso l’uscita del suo CD d’esordio, dodici tracce riunite sotto il titolo Viaggi in aeromobile: un lavoro che ha già raccolto lusinghieri consensi da più parti, ancor più significativi se si pensa che questa impresa è sorretta dal tam-tam dei sostenitori a lui vicini e dalla spontanea diffusione su Internet. L’affollata presentazione ufficiale ha avuto luogo il 15 dicembre allo Spazio Feltrinelli nell’originale forma di concerto guidato dal racconto dell’autore stesso: il migliore dei modi per promuovere la corretta percezione del significato di queste composizioni così fortemente legate alla rappresentazione di emozioni. Per Fabrizio Paterlini è la suggestione che determina la forma e soprattutto l’ambiente entro cui si muovono i temi; lo slancio creativo pare alimentato dal colore dei suoni, quasi dalla sensazione tattile del tasto che con cura ostinata va a premere. Dodici brani per una equilibrata successione di immagini e sensazioni sulle quali vibra l’ala della spontanea musicalità, frutto di esperienze artistiche e di studio progressivamente accumulati fino alla maturazione del progetto di impresa solitaria. Un esordio felice che si colloca in un momento fortunato per questo genere musicale, variamente definito, che riesce a coniugare elementi tanto interessanti quanto diversi, tra echi di classicismo e spazi armonici ben più recenti, costruzioni ridondanti e momenti riflessivi ottenuti per sottrazione negli sviluppi. Un panorama artistico punteggiato da altissime personalità che ne hanno determinato il successo e che testimonia dell’inesauribile miniera rappresentata dalla tastiera del pianoforte, tuttora alimentata, a un secolo di distanza, dalla sorgente immensa dei Preludi di Claude Debussy. Il benvenuto a questo promettente nuovo rappresentante del marchio famigliare Paterlini viene garantito dall’orgoglio di Mantova che lo accoglie tra le ricche fila dei suoi artisti riconoscendogli l’invidiabile qualità di diretto comunicatore di una spiccata sensibilità musicale. E c’è già grande interesse per rivedere all’opera Fabrizo Paterlini, tutti pronti ad applaudirlo al Ludas di via Oberdan, domenica prossima, 30 dicembre.
Guido Mario Pavesi - La Voce di Mantova (28 Dec 2007)